La Storia Nell'immediato dopoguerra, negli ambienti comunali, era abbastanza diffuso l'orgoglio di una presenza numerosa a Lanciano degli sportelli bancari, per giunta tutti efficienti, di accreditati istituti nazionali, anche se sulla piazza si avvertiva l'esigenza di costituire una società bancaria autonoma e formata possibilmente da operatori del luogo, al fine di produrre assistenza mirata alle categorie, che più sostenevano il tessuto economico di una particolare zona territoriale, fiorente di agricoltura, di artigianato e di significative imprese industriali. Dopo studi effettuati in proposito da amministratori e privati, per merito soprattutto di uno spirito di grande attaccamento al proprio paese, si ritrovarono insieme, l'11 settembre 1958, in casa Bellisario, un centinaio di persone per definire i modi di un'azione che conducesse al raggiungimento dell'obiettivo prefissato. Nella lista dei convocati vi erano uomini di ogni ceto e delle più diverse estrazioni della vita politica locale, tutti egualmente interessati, in unità di intenti, a ricercare il successo sperato per il bene della comunità frentana. Il 14 agosto 1962, il Direttore della Banca d'Italia trasmetteva al Senatore Prof. Vincenzo Bellisario la lettera ufficiale diretta ai promotori della costituenda Banca Popolare di Lanciano, con cui veniva data notizia dell'autorizzazione di massima alla sua istituzione. La stampa locale ne informava immediatamente i lettori con note con cui tra l'altro si esaltavano l'Avv. Alberto Paone, che dell'iniziativa era stato il più antico promotore, il figlio Gennaro, che l'aveva con entusiasmo spinta in avanti, il Dott. Nicola De Cecco ed altri che l'avevano ripresa con azione più o meno personale, il Senatore Bellisario, cui era toccato darle, con la sua "fattiva azione", esito definitivo. La Banca Popolare di Lanciano veniva costituita in data 2 dicembre 1962 nella Sala del Cinema Imperiale con atto pubblico del Notaio Raffaele De Angelis. I soci risultavano 607, il capitale sottoscritto era di £ 78.267.000, quello versato di £ 33.645.800. Il 5 agosto del 1963 la Banca apriva gli sportelli al pubblico in Corso Trento e Trieste a Lanciano, con 7 addetti; fungeva da Direttore il Dott. Emo Rinaldi e da Vice il Sig. Donato Ciarelli. Nel 1964, dopo le dimissioni di Vincenzo Bellisario, dovuta ai gravosi impegni Parlamentari, il Consiglio Di Amministrazione eleggeva presidente Gennaro Paone. Negli anni successivi la Banca cominciava ad espandersi nel territorio, e ad aprire nuove filiali in importanti città. Attorno all'Avv. Paone, sempre più saldamente al timone dell'Istituto, si avvicenderanno uomini prestigiosi che con lui collaboreranno facendosi spesso coinvolgere dal suo entusiasmo e dai suoi progetti ardimentosi. Si svilupperanno, insieme alle operazioni specificamente bancarie, le acquisizioni di attrezzature sempre più sofisticate; aumenteranno le proprietà immobiliari, si accrescerà il capitale sociale, si moltiplicheranno i dipendenti, assunti con criteri severi e comunque rispettosi delle doti morali ed intellettuali.Alla Direzione Generale, dopo Rinaldi, che era riuscito a far conseguire all'Istituto risultati che nessuno avrebbe mai osato sperare, e dopo la breve successione dell'esperto e competente Dott. Angelo Marchini, arriverà nel 1989 il rag. Giuseppe Carletti, cresciuto professionalmente nell'ambito della Banca. Il 13 aprile 1991 venne attuato il progetto di fusione con la Banca Agricola Industriale di Sulmona Scrl (BAIS), centenario istituto di credito insediato nel territorio della valle Peligna fin dal 1885. Nasceva così la Banca Popolare di Lanciano e Sulmona Scrl che, con l'adozione di tale ragione sociale, voleva testimoniare l'origine e al tempo stesso i legami storici esistenti tra i rispettivi territori delle due banche. Il 28 maggio 1992, si concludeva, abbastanza precocemente, la preziosa vita terrena del Presidente Avv. Paone, che seppur lasciando un grandissimo vuoto, era riuscito a trasmettere all'interno dell'Istituto i valori e l'entusiasmo che contraddistinguevano il suo carisma e necessari per portare avanti i progetti di espansione e rafforzamento della Banca nel tempo. L'incarico di Presidente venne affidato al Dott. Lelio Scopa, già Presidente del Collegio Sindacale, uomo di intensa cultura. Nel 1995, la Banca entrava a far parte del Gruppo Bancario "Banca Popolare dell'Emilia Romagna" dando così impulso al progetto di consolidamento della propria quota di mercato nel territorio di origine e di espansione in aree omogenee limitrofe. L'operazione si perfezionava a seguito della delibera assunta dall'Assemblea straordinaria dei soci di trasformazione della forma sociale da società cooperativa a responsabilità limitata in società per azioni e di aumento straordinario del capitale sociale riservato esclusivamente alla Banca popolare dell'Emilia Romagna con sede in Modena. La strategia di sviluppo territoriale è proseguita, in questi ultimi anni, con l'apertura di numerose dipendenze nelle regioni di Abruzzo e Molise. Nella stessa ottica sono state eseguite operazioni di fusione per incorporazione che hanno riguardato l'ex Banca di Credito Cooperativo di Villamagna nel '96, lex Banca di Credito Cooperativo di Avezzano, resa operativa con latto di fusione del 27/4/2000 e lex Banca di Credito Cooperativo di Castel Frentano, completata con latto di fusione del 13/11/2000. |