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Bartolomeo Ramenghi detto "Il Bagnacavallo" Bagnacavallo, 1484 - 1542 E' una figura chiave della situazione bolognese ed emiliana di primo '500, in quel delicato momento storico in cui, in tutta la Valle Padana, le varie parlate locali, sono vinte alla fine dall'ossequio ai modi di Raffaello, e si unificano in una lingua 'moderna' e sopranazionale. La grande Crocifissione tuttora in San Pietro a Bologna (1522) sancisce l'ormai avvenuto incontro con la cultura romana, probabilmente in seguito a un soggiorno ricordato dal Vasari. Appartengono alla fase estrema della sua attivita' opere nelle quali l'ossequio a Raffaello sembra essere messo sempre piu' fortemente in discussione da una sensibilita' atmosferica e da un empito patetico sempre piu' intenso.
Tommaso Realfonso, detto ''Masillo'' Napoli, 1677 ca. - dopo il 1743 Fu alla bottega di Andrea Belvedere finche' questi non parti' per la Spagna (1692). Sulla base di pochi dipinti firmati e datati tra il 1731 e il 1742, la critica ha ricostruito la sua attivita', che si discosta dal gusto barocco dei fioranti contemporaneamente attivi a Napoli per l'intimismo delle composizioni. Il taglio ravvicinato e la soffusa partitura luminosa sono stati letti talora in sintonia con gli esiti realistici di Gaspare Traversi e in anticipo su quelli di Luis Mele'ndez.
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