Badalocchi Sisto

Parma, 1585 - post 1620

Dopo la morte di Agostino Carracci (1602), a fianco del quale si era verosimilmente educato, venne raccomandato insieme a Giovanni Lanfranco da Ranuccio Farnese presso il fratello, il cardinal Odoardo, e si stabili' a Roma. Qui entro' a far parte della cerchia di Annibale Carracci, che il cardinale teneva ancora al suo servizio, e partecipo' ad alcune delle imprese da lui coordinate, come il completamento della decorazione pittorica delle pareti nella Galleria Farnese. Morto Annibale (1609) fa ritorno in patria, ma condurra' saltuari viaggi a Roma ancora nel corso del secondo decennio. In Emilia ottiene alcune importanti commissioni, come gli affreschi nella cupola di San Giovanni Evangelista a Reggio (1613) e le due grandi tele, in seguito parzialmente distrutte, per l'Oratorio della Morte della stessa citta' (1618) o, ancora, la pala con l'Angelo custode nella Cattedrale di Parma. Molti suoi dipinti sono stati scambiati in passato per opere del piu' celebrato connazionale Lanfranco, ma gli sono stati via via riconosciuti per il carattere ingenuamente patetico con cui egli aderisce alla lezione di Annibale Carracci.

Diana e Calisto

 

 

Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino

Cento, 1591 - Bologna, 1666

A detta dei biografi seicenteschi si sarebbe formato quasi da autodidatta studiando i pochi dipinti dei Carracci reperibili in zona, e soprattutto l'amatissima Madonna e Santi di Ludovico, ora nella Pinacoteca di Cento. I suoi modi piu' peculiari, e soprattutto la 'macchia' che tanto stupi' i contemporanei, sono gia' del tutto maturati nelle opere licenziate a Bologna entro gli anni '20, tra le quali si ricordi almeno la Vestizione di San Guglielmo d'Aquitania, ora in Pinacoteca. Si rivela importante per la sua carriera il soggiorno romano che si protrae dal '21 al '23 (Seppellimento di Santa Petronilla, Roma, Pinacoteca Capitolina). L'affocato naturalismo delle opere licenziate al ritorno da Roma (San Lorenzo, chiesa del Seminario, Finale Emilia, e Crocifissione, Basilica della Ghiara, Reggio Emilia) si stempera via via in un fare piu' aulico e composto, dove si rivelano preoccupazioni classicheggianti certo indotte dal confronto con la parallela attivita' di Guido Reni.

Apollo e Marsia

 

George Barret

Dublino, 1732 - Paddington, 1784

Giunse nel 1762 a Londra, dove acquisi' in breve un'ampia notorieta' nel campo della pittura di paesaggio. Nel 1768 fu tra i promotori della Royal Academy. Le mostre successivamente indette da quella istituzione lo videro attivamente presente con paesaggi, soprattutto nel genere ''pittoresco'' prediletto dai collezionisti di allora. Attorno al 1780 decoro' la sala della villa di William Locke a Norbury Park nel Surrey con paesaggi montani ispirati al lago Cumberland. Fu noto anche come acquarellista e incisore.

Paesaggio

 

Giovanni Battista Benvenuti, detto l'Ortolano

Ferrara, circa 1487 - dopo il 1527

L'Ortolano e' uno degli artisti che improntano di se' la grandissima stagione della pittura cinquecentesca a Ferrara. La sua attivita' appare sempre caratterizzata da un convinto e sincero naturalismo. Questa propensione di fondo detta i modi del suo iniziale accostamento alla cultura del Costa e del Francia e poi a quella veneziana di Giorgione, fino all'adesione finale al classicismo raffaellesco. I risultati piu' alti si rivelano nelle grandi pale licenziate tra la fine del secondo e gli inizi del terzo decennio come San Sebastiano tra i Santi Rocco e Demetrio, (Londra, National Gallery), dove si esplica un classicismo semplice e naturale, 'insomma un classicismo strumentato alla popolare' come diceva Longhi.

Madonna col Bambino, San Giovanni, Santa Scolastica

 

Francesco Bianchi Ferrari

Modena, doc. nel 1487 - 1510.

Figlio del pittore Bianco Ferrari, svolse la sua prima attivita' nelle fabbriche modenesi. Tuttavia fin dalla pala delle tre croci, gia' in San Francesco a Mirandola e ora nella Galleria Estense di Modena, egli si dimostra al corrente delle novita' proposte da Ercole Roberti, nonche' del crudele gusto archeologizzante di Andrea Mantegna. L'attivita' matura svolta per le chiese degli ordini cittadini, si apre in direzione di un sempre meglio inteso classicismo, nel quale confluiscono echi veneti: l'apice in questo senso e' rappresentato dalla bellissima pala eseguita nel 1506 per la famiglia Benedelli in San Pietro.

San Girolamo nel deserto

 

Carlo Bononi

Ferrara, 1569 - 1632

Educatosi accanto al Bastarolo, gia' nei primi anni del '600 e' in grado di esprimersi con un accento personale, nella sentita adesione all'inquieto naturalismo di Ludovico Carracci. Secondo il Baruffaldi si sarebbe per tempo recato a Roma. Nelle opere eseguite verso la fine del secondo decennio, infatti, le ombre si fanno piu' scure e il cromatismo si accorda su base tonale sull'esempio dei caravaggeschi. Gli anni venti lo vedono protagonista di importanti imprese decorative: a Reggio, nel Santuario della Ghiara (1621-22) e poi a Ferrara, in Santa Maria in Vado (1617-post 1622). Le sue propensioni, saldamente indirizzate verso una pittura dal 'naturale' che anticipa e poi accompagna le scelte del Guercino, non cedono, negli anni maturi, nemmeno al confronto con Guido Reni.

Madonna col Bambino

 

Francesco Brini

Firenze, 1540 circa - 1586

Personalita' ancora in via di definizione, sulla quale fanno luce poche e contraddittorie notizie ricavabili dalle fonti e alcune opere firmate, tra le quali quella qui commentata assume ora un particolare rilievo. Vasari ancora nel 1568 lo definisce 'pittore fiorentino giovane'. Altrove lo stesso biografo afferma che 'nel 1566 colori' alcune cose pel magnifico apparato nelle nozze di Don Francesco de' Medici con Giovanna d'Austria'. Quest'ultima informazione potrebbe indurre a ritenerlo uno dei numerosi artisti di cultura vasariana operosi nei cantieri medicei nel terzo quarto del secolo; ma alcune delle opere sacre sulle quali compare la sua firma lo mostrano piuttosto legato a Michele di Ridolfo.

Ritratto del vicelegato Lorenzo Lenci