RINALDO E ARMIDA, Alessandro Tiarini
tela, cm. 120x150

 

 

Dopo la vittoria dell'esercito cristiano, la maga Armida, che aveva visto fallire le sue arti magiche al servizio degli infedeli, cerca di darsi la morte trafiggendosi con una freccia, ma e' impedita in questo suo gesto dal sopraggiungere di Rinaldo. Alessandro Tiarini illustro' piu' volte nelle sue varie fasi il racconto tassesco di Rinaldo e Armida.

Un dipinto con questo tema faceva parte delle raccolte romane del cardinale Alessandro d'Este. Ora si conserva nel Museo di Lille. E' sorprendente come Tiarini riesce a restituire l'avvenimento proposto nel modo piu' coinvolgente, sviluppando gli aspetti piu' narrativi e patetici della storia.

Nel caso della tela di Modena l'adesione al testo tassesco e' esemplare, nella lettera e nella sostanza, anche se poi trasferisce su un piano di esplicita valenza erotica la melanconica sensualita' che anima l'episodio tassesco (Gerusalemme Liberata, XX, 127-129). Avvalendosi di una accortissima regia luminosa e di una calcolata orditura compositiva , Tiarini sviluppa il contrasto tra l'acuminatezza del dardo e la candida mollezza del seno dell'eroina. L'esecuzione del dipinto sara' da porsi nel corso degli anni '30 per la risaltatissima intelaiatura luminosa, e la magniloquente retorica dei gesti.