MIRACOLO DELLA MULA - Pittore bolognese seconda meta' del XV secolo
tavola; cm 51x35

 

 

Tra i miracoli di Sant'Antonio piu' cari al culto popolare, c'e' senz'altro quello della mula che, di fronte all'ostia consacrata, si rifiuto' di alzarsi nonostante tutti i tentativi compiuti dal suo padrone. Questa tavoletta, parte di un organismo piu' vasto, presenta una certa consonanza con i modi di Cristoforo da Lendinara nella lucida evidenziazione dei piani ottenuta dal contrapporsi netto di lucenti targhe cromatiche, pronte, si direbbe ad una traduzione in tarsia.

Tuttavia sembra ancora piu' opportuno spostare l'indagine verso Bologna; la realizzazione del chiaroscuro e quindi dei volumi mediante un replicato tratteggio, mentre rimanda ancora alle consuetudini della tarsia, sembra richiamare l'esibita grafia ''padovana'' del giovane Marco Zoppo, nonche' di Tommaso Garelli, vale a dire le personalita' che si affermano nella Bologna ancora tardo-gotica prima dell'arrivo da Ferrara di Francesco del Cossa.

Entro questa complessa congiuntura stilistica, si registrano episodi ancora mal classificabili, ma coerenti nel declinare le regole della nuova spazialita' toscana con l'asprezza narrativa della tramontante cultura tardo-gotica.